giovedì 26 giugno 2014

IL CORDINAMENTO SI RINNOVA, OBIETTIVO IL CONTRATTO DI FIUME


Il 23/06/2014 presso la sede del Comitato Civico "Laboratorio Scalo" si sono riunite le Associazioni: Frosinone 2020, L’Impegno, Legambiente, Frosinone bella e brutta, Via Maria Fiume Cosa, WWF, Sylvatica, il CAI, inoltre hanno fatto pervenire il proprio interessamento la Società Operaia, Adolas Sangue e Sei di Frosinone Se, impossibilitate a partecipare. Tutte le Associazioni sono accomunate ed animate da un unico interesse: la valorizzazione ambientalistica del Fiume Cosa. Tanti sono stai gli interventi e le proposte in particolare si è discusso dell’importanza del "Contratto di Fiume", essenziale strumento per affrontare e gestire le problematiche del corso d'acqua nella sua interezza. Inoltre lo stesso è essenziale per attingere ai fondi europei per finanziare gli interventi necessari, fondi particolarmente cospicui nel settennio 2014-2020. Per poter costituire il contratto di fiume sono necessari: la costituzione di un gruppo di "portatori di interesse" e l'esistenza di una legge regionale che riconosca anche nel Lazio questo strumento di gestione. Strumento che costituisce una realtà che ben funziona non solo in Europa ma anche in altre regioni di Italia. Nel 2011 era già stato siglato un protocollo di intesa tra tutti i sindaci dei comuni attraversati dal Cosa (Frosinone, Guarcino, Vico nel Lazio, Collepardo, Alatri, Veroli e Ceccano), dalla Provincia di Frosinone, dalla XII Comunità Montana, dall'Università degli studi di Cassino, dalla Rete Scolastica Territoriale e dal Coordinamento delle Associazioni per il parco urbano del fiume Cosa. Purtroppo il protocollo è scaduto senza produrre gli atti auspicati, per una serie di motivi tra cui non ultimo anche la mancanza dell'apposito strumento legislativo regionale. Già da alcuni mesi le Associazioni stanno perorando la causa per la sottoscrizione di una nuova edizione del “Protocollo di Intesa” e attraverso il coinvolgimento del Commissario prefettizio Giuseppe Patrizi sono state convocate due importanti riunioni. Per quanto riguarda la Regione grazie all'impegno del Consigliere Daniela Bianchi è stata presentata una mozione per l’adozione dei contratti di fiume come possibile metodologia per l’attuazione degli obiettivi comunitari di tutela delle acque. Il Coordinamento delle Associazioni, rinnovato e determinato ha salvaguardare il Fiume Cosa, ha delegato il dottor Raoul Parlanti e il geologo Anselmo Pizzutelli a coordinare i lavori per la sottoscrizione del protocollo di intesa per il contratto di fiume del fiume Cosa. Tutte le associazioni interessate sono invitate a partecipare. Per ulteriori adesioni e comunicazioni si prega scrivere ai seguenti indirizzi frosinone2020@tiscali.it e laboratorio.scalo@gmail.com.




 

ANCHE IL CONSIGLIO D'ISTITUTO SOSTIENE LA NOSTRA IDEA DI PARCO IN PROSSIMITà DELLA SCUOLA MEDIA PIETROBONO



giovedì 5 giugno 2014

Laboratorio Scalo incontra l’Assessore Fabrizi per proporre l’organizzazione di eventi estivi allo Scalo


Nei giorni scorsi si è tenuta una riunione del Comitato Civico “Laboratorio Scalo” alla presenza dell’Assessore alla cultura e promozione della città, Avv. Giampiero Fabrizi, intervenuto in rappresentanza dell’Amministrazione comunale. Motivo dell’invito da parte del Comitato, sollecitare e proporre iniziative da mettere in atto nel quartiere Scalo, in occasione dell’ormai imminente “Estate Frusinate 2014”, al fine di rivalutare i giardinetti prospicienti la Chiesa della Sacra Famiglia, restituendoli al godimento della collettività. La discussione, molto cordiale e partecipata, ha messo in evidenza diversi punti interessanti e meritevoli di attenzione. In primis è emersa la volontà dell’Amministrazione comunale di sostenere ed incentivare il percorso di rinascita dello Scalo che, il Comitato Civico “Laboratorio Scalo”, attraverso le innumerevoli iniziative intraprese in questi anni, continua a portare avanti con successo, fatica e tanta tenacia. In secondo luogo è stato messo in evidenza l’ottimo risultato ottenuto nell’estate 2013 quando, all’interno dei Giardinetti della Stazione, nell’ambito dell’iniziativa “E..state ai Giardinetti” ideata da Laboratorio Scalo con il patrocinio del Comune, si sono esibiti diversi gruppi musicali che hanno allietato i numerosi cittadini intervenuti con musica di ottima qualità. Senza trascurare il successo della terza edizione della “Cocomerata del Laboratorio” offerta dai soci del Comitato. Il Comitato attraverso il suo presidente Anselmo Pizzutelli ha proposto all’Assessore l’idea di realizzare una serie di manifestazione, con cadenza settimanale, a partire dal mese di giugno, che possa caratterizzare il quartiere così come sta avvenendo per altri quartieri. L’Assessore ha mostrato la volontà di dare seguito alle richieste, o con un’iniziativa musicale analoga a quella del 2013, cercando di migliorarne la qualità e mettendo a punto piccole criticità organizzative tipo la pubblicità e la visibilità dell’evento, oppure con una manifestazione tutta nuova.

Appuntamento, quindi, alla prossima riunione del “ Comitato Civico LABORATORIO SCALO “ con l’Assessore alla cultura per ascoltare le proposte dell’Amministrazione per un quartiere che ha bisogno anche di un rilancio culturale oltre che di riqualificazioni urbanistica. Ricordiamo che, come sempre, la riunione è aperta a chiunque intenda partecipare. Le informazioni sulle date e sul luogo dove avvengono gli incontri possono essere reperite consultando il blog http://cclaboratorioscalo.blogspot.it oppure inviando una mail a laboratorio.scalo@gmail.com. Il Comitato è presente anche su Facebook con il nome Laboratorio Scalo.

mercoledì 21 maggio 2014

Fiume Cosa e Scuola Media Pietrobono, un binomio perfetto

Il Comitato Civico “Laboratorio Scalo” prendendo spunto dall’inaugurazione, avvenuta qualche giorno fa, del grazioso giardino realizzato all’interno della Scuola Media “L. Pietrobono” nell’ambito del progetto Comenius, intende porre all’attenzione dell’Amministrazione Comunale le potenzialità esistenti tra la Scuola Pietrobono e il retrostante Fiume Cosa.

Quale condizione migliore se non quella di realizzare proprio nel tratto adiacente la Pietrobono un parco urbano che possa coniugare le esigenze della scuola e quelle dell’intero quartiere Scalo?

Per cominciare si pensi che la Scuola Pietrobono è la scuola media con maggior numero di alunni presente nel capoluogo e che il tratto retrostante è uno dei più belli e ampi dell’intero corso del Fiume Cosa.
Immaginiamo ora la possibilità di realizzare in quest’area un “laboratorio scientifico” permanente all’aperto, a costo quasi zero perché offerto dalla natura, da poter essere utilizzato da tutti gli alunni dell’istituto stesso e non solo. Tale iniziativa sarebbe utilissima per sensibilizzare i ragazzi sui temi della conservazione della natura e dello sviluppo sostenibile. Attraverso l’osservazione diretta gli alunni studierebbero la fauna e la flora che si sviluppa lungo il fiume e con attività pratiche imparerebbero ad analizzare le acque fluviali e la determinazione della loro qualità chimica, biologica ed ecologica. Si cercherebbe in tal modo di sviluppare una mentalità scientifica attraverso un rapporto dinamico e costruttivo con la realtà del luogo.

Se a questo aggiungiamo l’installazione di qualche semplice ed economica struttura per il fitness e magari, livellando un rettangolo di terreno con due porte si realizzasse un campetto di calcio, avremmo dotato la scuola anche di una “palestra all’aperto”. Di certo non mancherebbero i ragazzi per giocare! Palestra che potrebbe essere utilizzata anche da tutti gli sportivi del quartiere e dell’intera città.
 
Tale progetto ovviamente avrebbe una notevole ricaduta anche sul quartiere e sulla sua comunità con la possibilità di vivere e valorizzare un angolo della città poco conosciuto. Si pensi, infatti, alla possibilità di parcheggiare l’automobile nei pressi della scuola, ampliando magari al contempo la strada e risolvendo quindi anche i problemi di viabilità, per poi immergersi con pochi passi nel verde del Fiume Cosa. Il progetto potrebbe sembrare ambizioso ma rappresenta solo la voglia di migliorare la situazione culturale e sociale dell’intera collettività e scacciare dalla mente l’idea che tutto debba passare attraverso qualche colata di cemento.

venerdì 28 marzo 2014

Grande successo per l’evento: “Cosa le tracce raccontano …”


Ha riscosso un grande successo l’evento “Cosa le tracce raccontano…”, tenutosi lunedì scorso presso la gremitissima sala del Cinema Teatro Arci di Frosinone, organizzato dall’Associazione Comitato Civico “Laboratorio Scalo” in collaborazione con l’Associazione “L’Impegno”. L’incontro, ricco di contenuti e al tempo stesso di grande impatto, fa parte di un percorso di iniziative ed attività poste in essere già da alcuni mesi, con lo scopo di sensibilizzare le autorità competenti e la popolazione riguardo lo stato e la salvaguardia del corso d’acqua e la creazione di un’area verde di cui si parla da tanti anni. Queste alcune delle tematiche affrontate nel corso della serata, con una serie di interventi e relazioni moderate dal giornalista Roberto Monforte. Dopo l’apertura ed i saluti di Anselmo Pizzutelli (Presidente del Comitato Civico Laboratorio Scalo) ed Aldo Mattia (Presidente de L’Impegno) il primo intervento è stato quello del Prof. Italo Biddittu, paleontologo di fama internazionale, Direttore del Museo Preistorico a Pofi, che ha parlato della storia del Fiume Cosa e del territorio attraversato. Con una molteplicità di reperti, rinvenuti in prossimità del corso del fiume, ha documentato l’importanza che quest’ultimo ha svolto nel corso di millenni nel favorire il succedersi di insediamenti umani.

A seguire il Maestro Alberto Spaziani, che ha presentato il film documento realizzato nel 1995 (e proiettato nel corso della serata), “Alla ricerca del Fiume perduto”, quando progettò e realizzò una escursione in solitaria di dieci giorni lungo il corso del Cosa, partendo dalla confluenza con il F. Sacco sino ad arrivare alla sorgente, al fine di documentare lo stato del fiume e le condizioni del paesaggio. Proiezione che ha interessato ed appassionato i presenti, i quali hanno tributato un lungo applauso all’autore dell’emozionante documento. Il successivo intervento ha visto il Dott. Riccardo Copiz parlare di biodiversità e stato del fiume, con riferimento agli interventi ed alle opere poste in essere nel corso di questi anni lungo il Cosa ed alle normative internazionali che dovrebbero essere seguite per realizzare, con maggiore efficacia, iniziative concrete che possano preservarne la biodiversità stessa. Insieme a Copiz il Prof. Carlo Maniccia, che ha presentato un altro video particolarmente apprezzato, un’emozionante sequenza di foto che raccontano l’escursione dello stesso Maniccia nel 2009, dalla sorgente sino a Frosinone, per illustrare lo stato del fiume, le bellezze e le problematiche, così come aveva fatto il Maestro Spaziani circa quindici anni prima. A chiudere la serie di interventi il Dott. Carlo Iacovissi dell’Associazione “L’Impegno”, che ha parlato di Agricoltura Sociale e dei benefici che questa attività porta alla comunità, evidenziando la reale possibilità di realizzare un progetto sociale e didattico nell’ambito dell’area verde del Fiume Cosa.

Gli interventi si sono succeduti, piacevolmente intervallati da poesie dialettali di Antonio e Carlo Perruzza, recitate da quest’ultimo, accompagnato da un sottofondo di musiche ciociare con la chitarra classica di Flavia Palazzi, sul tema specifico “ Fiume Cosa”.

Si riporta infine, con il benestare dell’autore Carlo Perruzza, la poesia composta appositamente per l’occasione, e recitata in chiusura della serata, “Scasulatamene Cosa”, la quale riassume in un certo qual modo lo scopo dell’incontro.

Questa poesia richiama la figura di Mamma Cosa per consolarla, immaginando un felice accordo tra la Luna e il Campanile, accordo che prevede la realizzazione del “Parco del Fiume Cosa”. Poi il componimento si proietta nel 2020, che vede la realizzazione del “Progetto” con  la soddisfazione di tutti, tra fiori e piante, animali e persone (quelle sensibili…).

Auspicio con il quale si è chiusa la serata, tra i sinceri applausi dei presenti.

 

Scasulataménte  Còsa
( Preludio al Parco del Fiume Cosa… )

 
Càra “Mamma Còsa”, nén chiàgne, tu spera

cà finalmente ‘ne biéglie accòrde è fàtte:

la Gliùna sótte le Càrcera masséra

è scrìtte ‘che glie Campanìle ‘ste pàtte:

 
“Se la saccòccia aruprarà le fenèstre,

la grazia de San ‘Rumìsda ì San  Suluèrie

faciàrà glie -Parche- tìe, lèste, lèste.

Ma tèta caccià cà Lìra glie chiù sèrie!?”
 

Assì ‘ncumenzàme a ruzzecà  d’ammónte

‘nmaggenènne po’ chélle che succedarà:

èccue glie Schióppe ch’adduénta Acherónte,

ì ‘mbarchétta, chiàne, la gènte purtarà.
 

A la Funtàna Bussi refàtta nòua

‘nce stànne chiù le màchene de ‘na uòta,

se uà a piéde ì glie Airone è remìsse l’òua:

mó finalménte tùtt’è  biéglie ì se nòta!

 
De sótte a glie pónte Bionde è ‘ne giardìne,

la gènte ce passéggia ippùre uà a giucà

ì sótte a glie ‘Spedàle ‘ne “carrettìne”

pòrta ‘ne bardàsce cà sùle ‘nce la fà.
 

‘Ncuntràme alla Mòla Uècchia le “girèlle”

da Pàrche nóue ‘nche l’ària cà fùmeca;

l’acqua retròua chi uà alle Funtanèlle,

accóme a chélla de Funtàna ‘Uneca.

 
 ‘Eccu  che tutte saluta ‘na Spinósa

nziéme a ‘ne Ràghene fànne gl’occhiulìne                 

a glie Cìgne, méntre ‘ne  Germàne  òsa:

“mó è tutte ‘ne paradise argentìne!”
 

…Chéste l’ènne fàtte a glie Dumìlauénte

cà tùtta chélla gènte s’è mìsse ‘nmiése

ma nén è succése scasulataménte,

l’ènne aiutata glie  Cumùne ì le Chiése!...
   

Carlo Perruzza  ( 17 Marzo 2014 )

 














 

mercoledì 19 marzo 2014

Cosa le tracce raccontano ...

Organizzato dal Comitato Civico “Laboratorio Scalo” in collaborazione con l’Associazione L’impegno, si svolgerà, il prossimo lunedì 24 marzo alle ore 21,00 presso il Cinema Arci (Dopolavoro Ferroviario) di Frosinone, un interessantissimo evento, "Cosa le tracce raccontano …", che avrà come tema il Fiume Cosa osservato dall'occhio attento di tre illustri personalità: il paleontologo Italo Biddittu, il pittore Alberto Spaziani e il naturalista Riccardo Copiz. Durante la serata i relatori racconteranno il fiume, vissuto personalmente e narrato alla platea seguendo tre prospettive peculiari: paleontologico-archeologica, artistico-paesaggistica e naturalistica, risvegliando sicuramente memorie e osservazioni forse da troppi e da troppo tempo dimenticate. Seguirà un intervento del dott. Carlo Iacovissi sul tema dell’agricoltura sociale.
Gli interventi saranno intervallati da poesie dialettali composte e recitate dal poeta Carlo Perruzza dedicate al fiume Cosa.
L’auspicio del laboratorio scalo è far conoscere il fiume, esaltarne il valore culturale e sociale affinché lo stesso venga riconosciuto come una risorsa preziosa della nostra città