Crediamo fortemente che la partecipazione civica, sensibilizzata e stimolata attraverso il confronto d'opinione tra abitanti che condividono disagi ma anche idee ed iniziative positive, possa apportare benefici tangibili nella vita del quartiere Scalo di Frosinone. Chiunque fosse interessato ad unirsi al nostro gruppo di lavoro può farlo scrivendo un email a: laboratorio.scalo@gmail.com.
martedì 14 aprile 2015
giovedì 2 aprile 2015
RIQUALIFICAZIONE DEL QUARTIERE SCALO
Il Comitato Civico Laboratorio Scalo accoglie con piacere e soddisfazione le intenzioni dell’Amministrazione
Comunale di riqualificare l’area della stazione, cuore nevralgico dell’intero Quartiere
Scalo.
Un quartiere che per troppo tempo è rimasto diviso e abbandonato,
penalizzando non poco i suoi abitanti e la qualità della loro vita.
Realizzare una vera piazza, degli spazi verdi, un’autostazione degna di
questo nome, parcheggi in numero sufficiente, delle strutture per servizi alla
collettività e porre finalmente rimedio ad una separazione mai definitivamente
sanata tra le due parti del quartiere, sono le richieste che Laboratorio Scalo
sta perorando da anni nell’interesse di tutta la collettività, affinché la
stazione diventi un volano per lo sviluppo non solo del quartiere ma
dell’intera città.
La firma del protocollo d’intesa di questa mattina, tra le Ferrovie dello
Stato e il Comune di Frosinone, costituisce un passo importante per la realizzazione
di un progetto ambizioso che ci auguriamo possa realizzarsi in tempi certi.
Il Comitato Civico Laboratorio
Scalo per approfondire i dettagli del progetto di riqualificazione ha invitato
il Sindaco Ottaviani ad un incontro pubblico, che si terra il 13 aprile presso
la sede di Via G. Verdi, a cui sono chiamati a partecipare tutti i cittadini
interessati.
giovedì 26 marzo 2015
Grande partecipazione all'incontro "La presenza delle mafie sul nostro territorio"
“Se oggi in provincia di Frosinone la mafia ha messo radici
forti e profonde è colpa di una società che per almeno un quarantennio ha
chiuso gli occhi, nascondendo la testa sotto la sabbia, come gli struzzi. A noi
che abbiamo avuto il coraggio delle prime denunce ci hanno etichettati come
visionari, allarmisti. Eppure già alla metà degli anni 70 a Fiuggi soggiornava
un certo Cutolo”. Marco Galli, sindaco di Ceprano, è stato insieme ad Arturo
Gnesi, sindaco di Pastena, il mattatore della chiacchierata sulla mafia
organizzata a Frosinone dall’associazione cittadina Laboratorio Scalo in
collaborazione con L’Impegno. “I mafiosi già da un pezzo non sono più i
picciotti con la coppola e la lupara. La mafia – ha aggiunto Gnesi – è
penetrata nel tessuto economico, nelle istituzioni, nella società, nelle
amministrazioni locali, ma lo Stato non ci dà le leggi per combatterla. Se
corri a cento all’ora in un centro abitato la polizia ti ferma, ti identifica,
insomma può prendere provvedimenti. Un sindaco invece non ha gli strumenti per
capire se un suo collaboratore è colluso con la criminalità e prende mazzette
sottobanco”. Ma la parola chiave del dibattito sulle mafie è stata la
trasparenza. “Solo con la trasparenza possiamo frenare la delinquenza” ha detto
Rolando Manfredini, dirigente nazionale della Coldiretti, responsabile del
settore sicurezza alimentare, che ha sciorinato numeri impressionanti sul
volume d’affari delle agromafie – organizzazioni criminali specializzate nella
falsificazione e contraffazione dei nostri più conosciuti prodotti
agroalimentari. “Le agromafie sviluppano affari illeciti per un valore stimato
da Coldiretti in 60 miliardi di euro. Ciò significa – ha spiegato Manfredini –
che le false mozzarelle, i vini, i salumi, i formaggi contraffatti perché confezionati
con ingredienti scadenti e che nessuno sa da dove arrivano rendono addirittura
il doppio dell’originale Made in Italy, che totalizza un fatturato di 34
miliardi di euro. Se pensate che oggi una mozzarella su due vendute in Italia
non è fatta con latte italiano capite l’immensità del problema che oltre ad
intaccare l’economia legale mette a rischio anche la salute dei consumatori.
Ecco perché Coldiretti si ostina a chiedere all’Italia e all’Europa la legge per
l’indicazione obbligatoria della trasparenza sull’origine delle materie prime
utilizzate per confezionare i prodotti che finiscono sulle nostre tavole”.
“Anche negli atti amministrativi la trasparenza – ha aggiunto Galli – è il vero
rimedio contro il clientelismo, l’illegalità e il malaffare”. Non meno forte è
stata la denuncia di Walter Bianchi, referente di Libera, nel ricordare che “in
Ciociaria, come ad Arce e Sant’Elia Fiumerapido, ci sono strutture confiscate
alla malavita organizzata che inspiegabilmente non vengono messe a disposizione
delle comunità locali per favorire la nascita di nuove economie e di nuovi
posti di lavoro”. Antonio Mattia, fondatore dell’associazione antiusura Cofile,
ha invece puntato il dito contro lo “scandalo delle aste immobiliari, dove
succede che una casa del valore di 200mila euro venga svenduta a 26mila”. Il
teatro Arci, che ha ospitato l’iniziativa, era pieno. A seguire il dibattito c’erano
oltre un centinaio di cittadini, tra cui molti giovani. “Il tema della
conversazione era impegnativo – ha commentato Anselmo Pizzutelli, presidente di
Laboratorio Scalo – eppure la risposta della città è stata forte. Vuol dire che
la mafia viene avvertita come un pericolo reale anche qui da noi, ma vuol dire
anche che fortunatamente le coscienze sono formate e pronte a reagire”. “Contro le mafie si vince con il gioco di
squadra. Noi cittadini – ha detto Aldo Mattia, presidente de L’Impegno –
abbiamo il dovere morale e civico di vigilare contro le illegalità e di
combattere questa battaglia al fianco delle istituzioni. L’osservatorio contro
le agromafie istituito dalla Coldiretti nazionale, e presieduto dal già
procuratore nazionale antimafia Giancarlo Caselli, ci dice che i risultati
migliori arrivano lì dove è più forte la coesione sociale”. L.F.
domenica 15 marzo 2015
La presenza delle mafie sul nostro territorio
La lotta alla mafia dev’essere innanzi tutto un movimento culturale….”.
Attraverso queste parole, il giudice antimafia, Paolo Borsellino, invitava
tutti i cittadini, a prendere coscienza della responsabilità sociale e civile
nei confronti di un fenomeno che, troppo spesso, viene sottovalutato e
colpevolmente ignorato. La cultura della consapevolezza e della partecipazione
attiva, possono, invece, fare molto nell’ostico cammino della libertà e del
cambiamento. Lo spirito che ci sollecita ad una conversazione sulla presenza
della mafia sul nostro territorio, nasce da questa insopprimibile esigenza di conoscenza e confronto.
Mercoledì, 25 marzo, alle ore 21, presso il cinema ARCI di Frosinone, in via
Pier Luigi da Palestrina, parleremo del fenomeno mafia attraverso le testimonianze di esponenti delle Associazioni
che, da anni, si impegnano con coraggio, contro la diffusione della
controcultura mafiosa. I relatori principali di tale iniziativa saranno: Rolando
Manfredini della Coldiretti Nazionale, Walter Bianchi dell’Associazione
antimafia “Libera”, Mario Catania dell’ Associazione antimafia “Osservatorio
Peppino Impastato”, Antonio Mattia dell’ Associazione antiusura “COFILE”, Arturo
Gnesi dell’Associazione antimafia “Antonino Caponnetto”, Marco Galli sindaco di
Ceprano che illustrerà l’iniziativa Avviso Pubblico. Il Comitato Civico
“Laboratorio Scalo”, in collaborazione con “L’ Impegno”, invita i cittadini ad
intervenire numerosi.
“Parlate
della mafia. Parlatene alla radio, in televisione,
sui giornali.
Però parlatene.”
P. Borsellino
Questo lo
spirito della nostra iniziativa: “La Presenza delle mafie sul nostro
territorio”
TI ASPETTIAMO
Mercoledì
25 marzo ore 21.00 presso il Cinema ARCI, Via Pier Luigi da Palestrina,
Frosinone.
martedì 3 febbraio 2015
Laboratorio Scalo e L'impegno in sopralluogo a Fontana Tonica con il Vicesindaco Trina
Un sopralluogo voluto e organizzato per mandare un segnale chiaro
all’opinione pubblica, cittadina e provinciale. L’attenzione delle associazioni
Laboratorio Scalo e L’Impegno verso il fiume Cosa non è un passatempo, non un
diversivo e nemmeno un esercizio di mera “annuncite” sui giornali, ma un interesse
vero, concreto che presto dovrà dare risultati altrettanto veri e concreti. Il
sopralluogo c’è stato ieri mattina, in località Acqua Tonica, su proprietà
pubblica, lungo le sponde del fiume. Insieme al presidente de L’Impegno Aldo
Mattia e al presidente e vicepresidente di Laboratorio Scalo, Anselmo
Pizzutelli e Luca Teatini, c’era il vicesindaco di Frosinone, Francesco Trina.
Una lunga passeggiata fino al Muraglione e un patto di ferro siglato con una stretta
di mano: le aree di proprietà comunale contigue al fiume dovranno essere
riqualificate per costituire il primo nucleo di quello che diventerà il Parco
Urbano del Cosa. “Aspettiamo che il Contratto di Fiume venga ratificato e
finanziato, ma intanto vogliamo cominciare a costruire qualcosa. Con una
piccola spesa possiamo liberare la località Acqua Tonica dagli arbusti, dalle
sterpaglie, dai rifiuti e ripristinare un sentiero percorribile a piedi o in
bicicletta e metterlo subito a diposizione dei cittadini. Sono certo – ha
commentato Anselmo Pizzutelli – che durante la settimana, e in particolare alla
domenica, questo camminamento, messo in sicurezza con una staccionata, verrebbe
letteralmente preso d’assalto dalle centinaia di cittadini di Frosinone che amano
passeggiare all’aria aperta e rilassarsi in mezzo alla natura, lontano dalla
smog. Cominciamo da qui, possiamo riqualificare un pezzo importante della
nostra storia quasi a costo zero”. “Per noi, il recupero del fiume è diventato
una priorità. Abbiamo sposato la causa, al punto che il rapporto che ci lega al
Laboratorio Scalo – ha detto Aldo Mattia – si è trasformato da semplice
collaborazione a vera e propria alleanza. Quando avremo ripristinato la
vivibilità delle aree, almeno di quelle comunali, che costeggiano il fiume, sia
come associazione culturale che come Coldiretti (Mattia ne è direttore regionale)
organizzeremo eventi e manifestazioni per regalare alla città nuove occasioni
di incontro, di divertimento, di coesione sociale”. Il vicesindaco Francesco
Trina non si è tirato indietro di fronte alla possibilità di restituire a
Frosinone un luogo simbolo della sua storia. “Questo sopralluogo è stato utile
per capire che possiamo da subito muovere i primi passi della più lunga strada
che ci porterà, nel tempo, alla riqualificazione dell’intero tratto urbano del
Cosa. Come Amministrazione siamo pronti a raccogliere la sfida. Non serviranno
finanze ingenti per il primo intervento di pulizia della località Acqua Tonica.
Non dobbiamo realizzare opere costose, basterà reperire le poche risorse
necessarie – ha detto Francesco Trina – per eseguire la prima manutenzione e
restituire decoro alla località. È ora di riprenderci il nostro fiume e di
curare questi spazi che, con poco impegno e tanta passione, torneranno alla
loro bellezza originaria”.
L.F
L'Assessore Regionale Fabio Refrigeri all'incontro organizato dall'Associazione L'Impegno e Laboratorio Scalo
Come Regione Lazio siamo pronti a fare la nostra parte. Nei
giorni scorsi abbiamo aderito, con delibera di giunta, alla Carta nazionale sui
Contratti di Fiume. Considerato che qui a Frosinone, grazie alla spinta
propulsiva delle associazioni cittadine, esiste già un protocollo d’intesa,
credo che il nostro primo intervento potrà riguardare proprio il fiume Cosa. Lo
trasformeremo da problema a risorsa”. Così l’assessore regionale all’ambiente,
Fabio Refrigeri, all’assemblea organizzata da Aldo Mattia e Anselmo Pizzutelli,
presidenti de L’Impegno e di Laboratorio Scalo. Presenti, tra gli altri, anche
il consigliere regionale Mauro Buschini, il presidente della Provincia Antonio
Pompeo, il sindaco di Anagni Fausto Bassetta, il direttore della Coldiretti
Saverio Viola e i rappresentanti delle associazioni Frosinone 2020, Via
Maria-Fiume Cosa, Legambiente, Frosinone 03100, Frosinone Bella e Brutta,
Salviamo il Paesaggio, Avis, Adolas, Gasp, Cai, Sei di Frosinone Se, Wwf,
Sylvatica e Società Operaia Mutuo Soccorso. “La Regione Lazio è pronta ad
investire 50 milioni di euro per recuperare e valorizzare i corsi fluviali,
intervenendo – ha aggiunto Refrigeri – sulla depurazione delle acque, ma anche
sulla riqualificazione delle aree urbane attraversate dai fiumi”. Il protocollo
d’intesa è stato firmato, nei mesi scorsi, da Provincia, XII Comunità Montana,
Università, Coldiretti, Sindacati, dai Comuni rivieraschi di Frosinone,
Guarcino, Vico, Collepardo, Alatri, Veroli, Ceccano e dal Coordinamento delle associazioni
cittadine. Ora dovrà essere nominato il Comitato Tecnico, organismo che avrà il
compito di raccogliere in un documento tutti i dati e le informazioni
sull’assetto idraulico e idrografico del fiume Cosa. “Il passaggio conclusivo –
ha spiegato Anselmo Pizzutelli – prevede la presentazione e la sottoscrizione
del Contratto di Fiume come strumento di gestione non solo dell’asta fluviale
del Cosa, ma dell’intero suo bacino idrografico. Crediamo che Frosinone abbia
tutte le carte in regola per essere, nel Lazio, il progetto pilota”. “La
stesura del protocollo e questo primo confronto con l’assessore Refrigeri, che
ha accettato di buon grado il nostro invito – ha commentato Aldo Mattia – sono
la dimostrazione che i risultati concreti arrivano quando si è capaci di sviluppare
una sinergia globale. Oggi rivendichiamo il merito di avere creduto nella
volontà di raggruppare in un unico, forte e autorevole Coordinamento tutte le
associazioni che hanno a cuore il futuro di Frosinone e il benessere dei suoi
abitanti”. “La grande prova fornita dall’associazionismo ci spinge, come
istituzione, a raccogliere la sfida. La Regione Lazio – ha detto il consigliere
Mauro Buschini – è pronta a condividere da subito il progetto, investendo le
risorse che saranno necessarie per riqualificare il fiume Cosa. E mai come
questa volta Frosinone, grazie soprattutto alla spinta delle associazioni,
parte favorita rispetto ad altri territori”. Antonio Pompeo, dal canto suo, ha confermato
la disponibilità della Provincia a continuare a svolgere il ruolo di
istituzione capofila della progettualità promossa dalle associazioni
“nonostante le incertezze finanziarie e il destino altrettanto incerto di
questo ente”.
L.F.
Riunione del Coordinamento delle Associazioni per il Parco Urbano del Fiume Cosa
Lunedì 19 gennaio, presso la sede del Laboratorio
Scalo, si è tenuto un altro prezioso incontro del Coordinamento delle Associazioni
per il Parco Urbano del Fiume Cosa. La riunione è stata utile per discutere
della strategia di lavoro e delle azioni da intraprendere per perseguire
l’obiettivo del Contratto di Fiume in vista dei prossimi incontri, promossi dal
neo Presidente Pompeo, presso l’Amministrazione Provinciale.
I rappresentanti di AVIS Frosinone, L’Impegno,
Adolas, Zerotremilacento, Frosinone 2020, Frosinone Bella e Brutta, Via Maria –
Fiume Cosa, Salviamo il Paesaggio, CAI Frosinone, WWF, Legambiente, Società
Operaia di Mutuo Soccorso, GASP, Montain Village, Sei di Frosinone Se e quelli
di Laboratorio Scalo hanno partecipato con entusiasmo al dibattito per
promuovere un concreto processo di riqualificazione di un Fiume il cui stato di
abbandono è sotto gli occhi di tutti.
Alla riunione ha preso parte il Vicesindaco, nonché
neo Assessore all’Ambiente, Francesco Trina che dopo aver ascoltato la
ricostruzione del lavoro sinora svolto dal Coordinamento, si è mostrato molto
sensibile al tema ed interessato allo strumento del Contratto di Fiume che
trova la sua forza nella partecipazione e condivisione delle scelte tra tutti i
soggetti territorialmente interessati. Il Vicesindaco dopo aver assicurato la
massima collaborazione con le associazioni si è anche detto pronto a svolgere
un ruolo trainante e di proposta all’interno dell’Assemblea dei sottoscrittori
del Protocollo d’Intesa.
Tanti gli argomenti discussi e le idee sulle quali
il Coordinamento sta lavorando.
Il
Coordinamento, infatti, ha costituito al proprio interno un gruppo di lavoro,
composto da tecnici e professionisti delle varie Associazioni, che si sta
occupando di elaborare proposte e idee da sottoporre al Comitato Tecnico, che
dovrà essere istituito presso la Provincia, puntando così ad alleggerire e velocizzare
il complesso cammino dell’iter del CdF.
Un altro gruppo
di lavoro, invece, è
impegnato nella promozione e coinvolgimento di altre associazioni interessati
al tema della salvaguardia e riqualificazione del Cosa attive nei Comuni
interessati dal percorso del Cosa.
Nelle prossime settimane il Coordinamento
si concentrerà sulla sensibilizzazione della cittadinanza con la
pianificazione e la promozione di iniziative atte a far conoscere il Cosa, il
coinvolgimento degli organi di informazione. Aspetti fondamentali sui quali
lavorare per creare una vera e proprio massa critica, un movimento d’opinione
forte che possa contribuire al compimento del progetto.
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